Riserva Naturale Montefalcone - Pisa in Toscana
L’area di maggior pregio e interesse ambientale del comprensorio delle Cerbaie è la Riserva Naturale di Montefalcone, che presenta una morfologia collinare ed è caratterizzata da un’alternanza di rilievi e piccole valli. È situata nel comune di Castelfranco di Sotto ed è stata istituita con decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste nel 1977. La Riserva Naturale, completamente recintata, si estende per 503 ettari ed è stata acquistata dallo Stato nel 1971. La gestione della stessa è stata affidata al Corpo Forestale dello Stato - Gestione ex A.S.F.D. - Ufficio Amministrazione Foreste Demaniali di Lucca. Il comprensorio delle Cerbaie emerge tra i Paduli di Bientina e di Fucecchio. È significativo l’interesse mostrato dai Medici per le paludi e per il Lago di Bientina, oggetto di una importante politica idrica da parte degli stessi. Nel 1549 Cosimo I ne commissionò la ristrutturazione al fine di realizzare un vasto bacino lacustre riservato alla pesca. Gli interventi effettuati nel periodo Mediceo furono di tipo “contingente”, atti ad arginare situazioni precarie che si presentavano di volta in volta. Significativa è stata la realizzazione di numerose “colmate” che hanno dato vita in seguito alle fattorie, come testimonia la “Fattoria Le Pianore”, attualmente di proprietà di un privato cittadino. Le opere più consistenti di bonifica integrale dell’area furono invece intraprese nella prima metà del secolo XVIII dai Lorena, che non si limitarono al prosciugamento dei terreni per renderli agricoli ma fecero in modo di realizzare tecniche che consentissero la crescita economica e sociale del territorio. Attualmente il processo di bonifica mira non tanto a favorire l’agricoltura quanto al mantenimento e alla valorizzazione delle risorse del territorio. Ambiente naturale L’area presenta una morfologia collinare ed è caratterizzata da un’alternanza di rilievi e piccole valli con un’altitudine compresa tra i 45 e i 114 metri. Un paesaggio estremamente suggestivo soprattutto per la presenza, nella maggior parte dell’area, di estesi boschi che, tra il 1600 e il 1700, quando la proprietà era degli Albizi, erano fortemente caratterizzati da una foresta di querce, carpini e castagni.
Purtroppo con il trascorre del tempo l’azione altamente selettiva dell’uomo ha agito come fattore determinante in tutto il territorio, con il taglio ripetuto delle querce e la contemporanea introduzione di piante di pini. Il pino marittimo, che ben si è adattato al tipo di terreno, nel tempo ha preso il sopravvento. Flora e vegetazione La vegetazione dominante è costituita da pinete di pino marittimo presenti sui rilievi e gli altopiani con popolamenti puri o in consociazione con latifoglie. Nel sottobosco, prevalentemente arbustivo, si sviluppano corbezzolo, eriche, cisti ed altre specie tipiche della macchia mediterranea. Degna di nota è la presenza di alcune piante di sughera. Nei “vallini”, dove è presente una maggiore umidità, predominano i boschi misti di latifoglie con cerro, rovere, frassino maggiore, carpino bianco, acero campestre e castagno. Sono presenti nel territorio anche numerosi laghetti popolati da noccioli, ontani neri, pioppi, salici e varie specie erbacee igrofile. Alcuni esemplari di faggio, abete bianco e tasso si trovano nelle fresche pendici esposte a nord, a conferma della varietà e ricchezza della vegetazione presente nell’area. Fauna Allo scopo di produrre fauna selvatica selezionata, all’interno della Riserva nel corso degli anni ’70 e ’80 si costituì un centro di allevamento e incremento faunistico di cervi, daini, cinghiali, fagiani, lepri e starne. Attualmente è stato varato un programma di riorientamento della stessa, che prevede di tenere sotto costante controllo gli ungulati, per evitare danni al bosco e al sottobosco. Attualmente si riscontrano una cinquantina di esemplari fra daini, cervi e caprioli. Presenti anche volpi, faine, puzzole, donnole e ghiri. Nelle aree umide della Riserva è presente l’avifauna e tra le sue specie si trovano il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, l’airone cenerino, l’alzavola e il martin pescatore. Tra i rapaci diurni la poiana e lo sparviero, specie sedentarie e nidificanti, il biancone, presente nel periodo estivo, l’astore, nel periodo invernale ed il lodolaio che probabilmente nidifica all’esterno dell’area. Tra i rapaci notturni si ricordano l’allocco, la civetta e il barbagianni. Le specie tipiche degli ambienti forestali sono rappresentate dal picchio rosso maggiore, dal torcicollo, dal colombaccio, dalla ghiandaia, dai fringuelli e da altri passeriformi. Nelle zone aperte si segnalano l’upupa, il gruccione, la tortora selvatica, il saltimpalo, il beccamoschino e il pigliamosche. Itinerari ed escursioni Di particolare valore ambientale sono i luoghi della Riserva, raggiungibili attraverso una rete sentieristica recentemente realizzata su iniziativa della Provincia di Pisa, con la collaborazione del CAI, denominata “Sentieristica delle Cerbaie”, la cui percorribilità sia pedonale che ciclabile è adeguatamente segnalata. Tali percorsi si sviluppano a partire dalla piana intorno a Castelfranco di Sotto e si diramano da una parte verso la località Poggio Mozzo e il Comune di Santa Maria a Monte e dall’altra verso la località Montefalcone. Apprezzabili durante il percorso, per la loro valenza naturalistica data la presenza di essenze arboree, arbustive ed erbacee, sono i cosidetti “vallini” e alcune fonti: Fonte del Leone, Fonte del Sasso, Fonte del Pierdo.
Di particolare valore storico è la via Francigena, strada medievale utilizzata per raggiungere Roma dai paesi europei che si trova localizzata per circa due chilometri nel territorio della frazione di Galleno. Attualmente sono reperibili presso i vari punti informativi programmi escursionistici che permettono al turista interessato, accompagnato da Guide Ambientali esperte, di effettuare su prenotazione percorsi guidati per conoscere i pregi di tale territorio. I vari itinerari, il cui grado di difficoltà (facile, medio, impegnativo) è da tenere presente viste le caratteristiche di asperità e di lunghezza degli stessi, sono comunque calibrati anche per le persone non esperte di trekking. Fruibilità L’obiettivo principale del Corpo Forestale dello Stato, che ha concesso in gestione al Comune di Castelfranco un’area di circa dieci ettari all’interno della Riserva nei pressi del paese di Staffoli, è quello di far conoscere e valorizzare l’intero territorio con iniziative di interesse ambientale e di ricerca scientifica.
All’interno dell’area, aperta al pubblico nei mesi estivi e in occasione di particolari manifestazioni, sono stati allestiti percorsi didattico naturalistici e punti di sosta attrezzati (tavoli, panchine e altro ancora) che la rendono fruibile ai turisti. La suddetta convenzione tra Corpo Forestale dello Stato e Comune di Castelfranco prevede anche la gestione del Fienile di Casa Nacci, il cui accesso è dal cancello in cima alla salita di Montefalcone, destinato a punto di informazione e Centro didattico. All’interno della struttura si potranno trovare foto, planimetrie della Riserva e percorsi illustrativi. Potranno essere effettuate e prenotate escursioni vere e proprie nei boschi con l’accompagnamento di personale qualificato. Dal punto di vista della ricerca scientifica, facente parte anch’essa del progetto di riqualificazione della riserva, sono state iniziate ricerche in campo faunistico in collaborazione con l’Università di Pisa.
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