Bosco di Germagnana e Montalto - Pisa in Toscana
L’area di Germagnana e Montalto copre un territorio di 210 ettari all’interno del quale si conservano alcune peculiarità naturalistiche di assoluto interesse sia per l’elevata diversità di ambienti e biotopi che per la presenza di habitat considerati relitti. La presenza di ambienti così particolari e diversificati, in relazione alla “Direttiva Habitat 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” nonché alla L.R. 56/2000 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche), hanno spinto le Amministrazioni Comunali di San Miniato e di Montopoli in Val d’Arno a richiedere e ad affermare, senza alcun dubbio, che tale area debba essere inserita nella lista dei Siti di Importanza Regionale e a proporre alla Regione Toscana l’istituzione di un’A.N.P.I.L. in base alla L.R. 49/95. L’area “Valle di Germagnana”, termine che specifica propriamente il tratto a monte del torrente Vàghera che ha inizio nei pressi di Stibbio, si estende fino alla strada che congiunge Montopoli e Montebbiccheri ed è incorniciata dalle colline di Montalto.
Tale area, con il trascorrere del tempo, ha assunto la fisionomia di un vero e proprio relitto geografico, contrariamente a quanto accadeva fino a pochi decenni fa quando era un’importante via di comunicazione fra i paesi e le fattorie della zona. Attualmente comunque si nota un forte incremento nella frequentazione dell’area da parte di podisti ed escursionisti. Ambiente naturale Il territorio nasconde al suo interno un’elevata biodiversità e, in particolare nelle zone cosiddette di conservazione microtermica, si possono trovare specie vegetali relitte. Tali specie sono le ultime presenze di piante esistenti in epoche passate che, dove hanno trovato condizioni microclimatiche favorevoli, sono riuscite a sopravvivere. L’area presenta infatti, in alcuni versanti più ombrosi e freddi data l’esposizione a nord, condizioni climatiche simili a quelle montane o sub-montane. Si trovano al suo interno anche piccole “polle sorgive” che incrementano l’umidità della zona. Tali condizioni climatiche favoriscono notevolmente la presenza di questi ambienti così particolari che a loro volta riescono a garantire ancora oggi, la sopravvivenza di alcune specie esistenti nella zona al tempo delle glaciazioni quaternarie.
Le specie più rappresentative di tali habitat sono la polmonaria appenninica, l’erba fragolina, l’arisaro codato, il baccàro, il campanellino invernale, la cicerchia primaticcia, la mercorella perenne, l’euforbia bitorzoluta, la veronica montana, l’erba di San Giovanni montana e l’aglio pendulo. Si sottolinea in modo particolare la presenza di una specie pregevole come il campanellino invernale che è considerato in via di scomparsa anche nei suoi ambienti tipici di montagna e sopravvissuto dalle glaciazioni solo in pochissime zone. Negli ambienti forestali relitti, legati ad un clima più freddo dell’attuale, si trovano boschi misti a carpino bianco e nocciolo e ad ovest di “Casa Germagnana bassa” resistono diversi esemplari di carpino bianco di eccezionali dimensioni, quasi 50 cm di diametro, che rendono la zona di elevato valore naturalistico. A nord del “Podere Guerriera”, in un fondovalle boscoso, resiste altresì una stazione naturalizzata di abeti bianchi di dimensioni ragguardevoli, circa 50 cm di diametro. Gli habitat presenti in quest’area possono comunque dividersi sostanzialmente in quattro differenti tipologie ambientali e sono quindi rappresentati da diverse specie vegetali. I querceti di rovere subatlantici del carpinion betuli, associazioni forestali presenti nelle parti basse di versanti esposti a nord lungo i fondovalle ombrosi. I castagneti, associazione forestale più diffusa nei versanti settentrionali e in alcuni tratti mescolata a pinete e caratterizzata dalla prevalenza di specie acidofile come l’Erica arborea, l’Erica scoparia, la Calluna vulgaris, il Cytisus villosus e la Potentillia erecta.
I fiumi mediterranei a flusso intermittente con il Paspolo-Agrostidion, qui rappresentati dal torrente Vàghera dove, soprattutto nel tratto a monte, sono presenti caratteristiche bioecologiche di grande valore con una vegetazione di Alnus glutinosa e Populus alba e, tra le specie erbacee, Lysimachia nummularia, Cirsium creticum ed altri ancora. È interessante segnalare la presenza rarissima, tra le molte specie di anfibi esistenti nelle sue acque, del granchio d’acqua dolce. Le foreste di Quercus ilex, complesso di vegetali di transizione con i querceti caducifogli, sono caratterizzate dalla presenza di Fraxinus ornus (questi quattro habitat sono da considerarsi i prioritari rilevati nell’area di Germagnana, in base alla Direttiva Habitat, ma non tutti quelli presenti). Alla luce di questa elevata biodiversità, l’area è inseribile nel suo complesso nella lista dei Siti di Interesse Regionale per la presenza di specie vegetali d’interesse regionale fra cui due specie protette, tre specie animali d’interesse regionale e cinque specie animali protette, habitat naturali relitti ricchi di specie vegetali di elevato valore bioecologico.
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